Norma Nadia Fantini
Dipartimento di Medicina Trasfusionale, Fondazione IRCCS Cà Granda,
Ospedale Maggiore Policlinico di Milano
Pubblicato: marzo 2026
L’alloimmunizzazione in gravidanza è una condizione che deve essere indagata tempestivamente e, in caso di riscontro di anticorpi clinicamente significativi, monitorata per il rischio potenziale di Malattia Emolitica Fetale/Neonatale (MEFN). L’immunizzazione anti-D è ancora la causa più comune di MEFN, ma grazie all’introduzione dell’immunoprofilassi negli anni 60, l’incidenza delle immunizzazioni anti-D si è notevolmente ridotta dando rilevanza ad altri alloanticorpi eritrocitari. In caso di riscontro di anticorpo clinicamente significativo è importante eseguirne periodicamente la titolazione: qualora il titolo dovesse raggiungere il livello considerato a rischio per MEFN, è indicata una stretta sorveglianza fetale con ecografie ostetriche/ecodoppler della flussimetria dell‘Arteria Cerebrale Media (ACM) mirate a valutare eventuali segni precoci di anemia fetale. Il trattamento dell’anemia fetale severa è attualmente la trasfusione intrauterina (IUFT).