Bruno Fattizzo1
1Dipartimento di Oncologia ed Emato-Oncologia, Università degli Studi di Milano
Fondazione IRCCS Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico, Milano
Pubblicato: ottobre 2025
La malattia da agglutinine fredde (CAD) è una rara anemia emolitica autoimmune causata da autoanticorpi IgM che si legano ai globuli rossi e inducono emolisi attraverso l’attivazione della via classica del complemento. Sutimlimab, il primo inibitore del complemento C1s, ha dimostrato efficacia nell’aumentare rapidamente e in modo sostenibile i livelli di emoglobina, nel ridurre l’emolisi e nel migliorare significativamente la qualità della vita. Rappresenta un importante progresso rispetto alle terapie tradizionali, basate principalmente sull’immunosoppressione mirata ai linfociti B, con o senza chemioterapia, spesso associate a un rischio infettivo significativo. Tuttavia, permangono bisogni clinici insoddisfatti, tra cui l’identificazione dei pazienti che possono sospendere il trattamento con sutimlimab mantenendo la remissione, lo sviluppo di strategie terapeutiche combinate efficaci contro i sintomi indotti dal freddo e il miglioramento della prevenzione delle infezioni e del controllo delle riacutizzazioni emolitiche. Questa review analizza la fisiopatologia della CAD, descrive l’evoluzione del panorama terapeutico e si focalizza sul ruolo del sutimlimab — la sua collocazione clinica, i benefici terapeutici e le considerazioni gestionali — offrendo spunti per ottimizzare la gestione dei pazienti affetti da questa complessa patologia.