Nicoletta Revelli Laboratorio di Immunoematologia di Riferimento SC Medicina Trasfusionale,Fondazione IRCCS Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico di Milano
Pubblicato: settembre 2025
Negli ultimi anni, l’immunoterapia con anticorpi monoclonali ha trasformato il trattamento di molte patologie ematologiche e oncologiche. Tuttavia, farmaci come gli anti-CD38 (Daratumumab, Isatuximab) e gli anti-CD47 (Magrolimab) possono interferire con i test pretrasfusionali, complicando la determinazione del gruppo sanguigno, la ricerca di anticorpi eritrocitari irregolari e le prove di compatibilità. Gli anti-CD38 si legano ai globuli rossi, causando falsi positivi nei test sierologici, con interferenze che possono durare fino a sei mesi dall’ultima somministrazione. Per mitigare questi effetti, si utilizzano metodiche come la denaturazione dell’antigene CD38 mediante ditiotreitolo (DTT) o la neutralizzazione dell’anticorpo. Analogamente, gli anti-CD47 determinano una panreattività sierologica marcata, con interferenze nei test pre-trasfusionali. In questo caso, le strategie di neutralizzazione includono l’uso di sieri antiglobuline privi di reattività anti-IgG4 e assorbimenti multipli con emazie trattate e non con enzimi proteolitici. Una gestione ottimale dei pazienti trattati con questi anticorpi richiede una pianificazione accurata delle indagini pre e post-trattamento. Per i pazienti candidati alla terapia con anti-CD38 o anti-CD47, è raccomandata una tipizzazione eritrocitaria estesa pre-trattamento, per disporre di un profilo antigenico affidabile. Nei pazienti già in trattamento, invece, si adottano protocolli specifici per neutralizzare le interferenze nei test immunoematologici. L’assegnazione delle unità di sangue deve garantire la massima compatibilità antigenica, con particolare attenzione nei casi di emergenza. Se il gruppo sanguigno del paziente è noto, si selezionano unità ABO/RhD compatibili e Kell negative; in caso di incertezza, si utilizzano unità di gruppo O RhD negativo e Kell negative. L’uso crescente di anticorpi monoclonali richiede un aggiornamento continuo delle linee guida trasfusionali per ottimizzare la gestione dei pazienti e garantire la sicurezza trasfusionale. In caso di difficoltà nel risolvere le interferenze sierologiche, è consigliabile il supporto di laboratori di riferimento.